Personaggi storici

Personaggi di spicco legati al territorio dei Comuni di Castello Molina di Fiemme e Cavalese

[Fonte: Wikipedia Italia]

Don Gian Pietro Muratori 

(Cavalese 1708 – Cavalese 1798) dal quale prende il nome la biblioteca storica Muratori, ancora esistente presso il palazzo “Muratori” di Cavalese. Il sacerdote che, vivendo ad Isera, ebbe modo di frequentare l’Accademia degli Agiati di Rovereto, dopo più di 45 anni trascorsi in Vallagarina, rientrò a Cavalese ove fondò nel 1756, in pieno centro storico quella biblioteca, che fu la prima di tutto il Trentino. Essa è costituita a tutt’oggi da un corpus di circa 1.500 volumi per lo più di materia giuridica e letteraria. Fondando la biblioteca, il curato si era prefisso di sostenere ed aiutare i sacerdoti e gli studenti della Valle di Fiemme. La biblioteca, oltre ai volumi, ospita pregevoli scaffalature originali ed un bellissimo tavolo da lettura in legno di mogano, risalente alla fine del XVIII secolo.

Margherita Girardi

La madre del celebre pittore Giovanni Segantini nacque a Castello di Fiemme.

Orazio Giovanelli 

Nato tra il 1586 e il 1592 da Alessandro, notaio e vicario vescovile, e da una altrimenti sconosciuta Chiesure di Carano, ebbe il primo approccio con il tardo manierismo veneto grazie a Francesco Frigimelica il vecchio, Andrea Vicentino, Felice Brusasorzi, ma soprattutto grazie all'esperienza di Martino Teofilo Polacco. Durante il soggiorno a Venezia, negli anni tra il 1614 e il 1628, conobbe Jacopo Palma il Giovane, a cui si ispirò nella sua attività.
Testimonianze delle sue opere d'arte vanno individuate nel gonfalone, raffigurante da un lato un Santo vescovo, dall'altro S. Simone e S. Francesco, e nella pala d'altare con la Madonna, il Bambino e le ss. Agata e Lucia (entrambi risalenti alla fine del secondo decennio del Seicento). Del terzo decennio risalgono invece la pala Adorazione dei pastori e la Madonna col Bambino e i ss. Valentino, Vito e Giovanni Battista, una tela con S. Giovanni Battista e un affresco con la Sacra Famiglia. All'ultimo periodo di attività è possibile ricondurre la Madonna col Bambino e i ss. Cecilia, Andrea e Francesco, già nella chiesa di Mattarello e ora nel Museo diocesano tridentino. Morì, probabilmente a Cavalese, tra il 1639 e il 1640.

Giovanni Battista Holnaider 

Era di discendenza da una famiglia della Val Gardena dove tuttora esiste il cognome Alneider. Abilissimo nelle arti meccaniche, costruiva orologi, pompe idrauliche, fucili, che ornava con ceselli intagli in legno e pitture. Un suo fucile, ben decorato con ceselli probabilmente derivanti da incisioni settecentesche, era firmato IOAN. BAPT. HOLNAIDER IN FIEMME MDCCIC. Era anche molto abile nella fabbricazione di monete, ma venne tradito ed incarcerato e condannato. Nel 1809 in prigione scrisse una poesia, con cui tentava a discolparsi, sotto il titolo: Miserere dell'Olnaider. A Varena esisteva una pompa idraulica dell'Holnaider firmata 1806, rinomata per la forza del getto ma distrutta nella prima metà del novecento.
L'orologio del campanile di Castelrotto fu costruito nel 1754 dai fratelli gardenesi Mathias e Peter Alneider verosimilmente parenti del Giovanni Battista.

Giovanni Antonio Scopoli

Giovanni Antonio Scopoli (Cavalese, 3 giugno 1723 – Pavia, 8 maggio 1788) è stato un naturalista e medico italiano.

Nato nella Val di Fiemme da Francesco Antonio, commissario militare, e Claudia Caterina Gramola (1699-1791), pittrice di famiglia patrizia trentina, dopo avere ottenuto la laurea in medicina all'Università di Innsbruck, esercitò la professione di medico prima a Cavalese, poi a Trento e quindi a Venezia, dove cominciò a interessarsi di botanica. In quel periodò cominciò a collezionare piante e insetti rinvenuti sulle Alpi. Si sposò in prime nozze con la gentildonna Albina de' Miorini e alla morte di questa con Caterina de' Franchenfeldt.
Per due anni fu segretario privato del Conte di Seckan, in seguito divenne protomedico delle miniere a Idria, un piccolo borgo della Carniola (oggi in Slovenia), dove rimase per sedici anni. Successivamente venne chiamato alla cattedra di mineralogia a Shemnitz (oggi Slovacchia, ma all'epoca Ungheria). È proprio a Shemnitz che il 2 agosto 1774, dal terzo matrimonio, con un'esponente della locale aristocrazia, Carolina Franzenau (come ancor oggi si legge nei registri dell'anagrafe austriaca di Verona, o come da taluno suggerito de Freyenau), nasce il figlio Giovanni Antonio Scopoli poi detto Giovanni Scopoli, per distinguerlo dal padre. Giovanni Scopoli fu medico e a partire dal 1807 più volte prefetto del Regno d'Italia voluto da Napoleone, Consigliere di Stato e con lettera patente dell'11 ottobre 1810 creato conte del Regno d'Italia. Giovanni Scopoli si sposerà nel 1802 con la contessa Laura Mosconi de Fugaroli, figlia del conte Giacomo Mosconi de Fugaroli e della letterata e nobildonna veronese Elisabetta Contarini. Nel 1761 Giovanni Antonio Scopoli pubblicò De Hydroargyro Idriensi Tentamina, che trattava dei sintomi dovuti all'avvelenamento da mercurio causato dal lavoro in miniera. Scopoli trascorse molto tempo a studiare la natura locale, pubblicando nel 1760 la Flora Carniolica e un'importante opera di entomologia.

Benedetto Riccabona de Reinchenfels

Benedetto/Benedikt Riccabona/von Riccabona de Reinchenfels (Cavalese, 23 marzo 1807 – Trento, 13 marzo 1879) è stato vescovo di Verona (1854 - 1861) e di Trento (1861 - 1879).ce a Cavalese (Tirolo austro-ungarico), in Val di Fiemme, nel 1807. Nel 1830 viene ordinato sacerdote. Dopo un periodo a Passavia (in Baviera) diventa segretario del nunzio apostolico a Monaco di Baviera. Nominato Vescovo di Verona nel 1854.
Nel 1861 viene nominato Vescovo di Trento. Membro di diritto della Dieta di Innsbruck, in quella sede sostiene l'autonomia del Trentino. Nel 1863 fonda il Seminario minore. Dopo la pubblicazione nel 1864 cura la diffusione in Trentino del Sillabo di Pio IX.[3] Si oppone alle leggi scolastiche austriache.
Muore a Trento nel 1879.

Franco Nones

Francesco Nones detto Franco (Castello-Molina di Fiemme, 1º febbraio 1941) è un ex fondista italiano, medaglia d'oro nella 30 km ai X Giochi olimpici invernali di Grenoble 1968 e primo olimpionico italiano della storia dello sci di fondo.

Nones debuttò in campo nazionale ai Campionati italiani del 1960, vincendo - alla sua prima partecipazione - la staffetta con la squadra della Guardia di Finanza; a quel primo titolo ne sarebbero seguiti, nel corso della carriera, altri quindici. Nel 1964 partecipò ai suoi primi Giochi olimpici invernali, Innsbruck 1964 (10° nella 15 km, 5° nella staffetta), avviando così la sua carriera internazionale; tra le classiche dello sci nordico dei Paesi scandinavi ottenne tre vittorie a Faker, due a Kuopio e una a Rovaniemi e vari piazzamenti di rilievo, tra i quali un terzo posto a Lahti e un quarto a Holmenkollen.
Ai Mondiali di Oslo 1966 vinse la medaglia di bronzo nella staffetta, insieme a Giulio De Florian, Gianfranco Stella e Franco Manfroi; nella 30 km fu sesto. Due anni dopo, ai X Giochi olimpici invernali di Grenoble 1968, vinse l'oro nella 30 km, divenendo così il primo olimpionico italiano della storia dello sci di fondo e il primo atleta a interrompere il dominio fino ad allora esercitato, in sede olimpica, da Svezia, Norvegia, Finlandia e, più recentemente, Unione Sovietica. A Grenoble Nones fu anche 36° nella 15 km e 6° nella staffetta. Continuò a gareggiare fino alle successive Olimpiadi di Sapporo 1972, dove fu 40° nella 15 km.
Dopo il ritiro continuò a prestare servizio nella Guardia di Finanza con il grado di maresciallo e in seguito divenne imprenditore, specializzandosi nell'importazione di attrezzatura sciistica.

Mercoledì, 15 Ottobre 2014 - Ultima modifica: Mercoledì, 16 Marzo 2016